Diventare Notaio - Cosa Studiare e Come Prepararsi al Concorso

Raffaele Amato .

14 maggio 2026

Uomo d'affari in ufficio firma documenti. Per diventare notaio, si studia diritto civile e commerciale, materie fondamentali per questa professione.

Capire cosa si studia per diventare notaio significa guardare insieme percorso, materie e metodo, perché in questa carriera non basta conoscere le norme: bisogna saperle tradurre in atti, controlli e responsabilità reali. In Italia il cammino è rigoroso e selettivo, e la differenza la fanno soprattutto la qualità dello studio e la capacità di ragionare su casi concreti. Qui trovi una guida pratica per orientarti tra laurea, pratica, concorso e argomenti davvero decisivi.

In sintesi, il percorso notarile unisce studio giuridico e allenamento pratico

  • Il percorso parte dalla laurea in giurisprudenza e prosegue con la pratica notarile.
  • La pratica dura 18 mesi, con la possibilità di anticiparne 6 già nell’ultimo anno di università.
  • Il concorso prevede tre prove scritte e un orale su aree giuridiche molto ampie.
  • Le materie centrali sono diritto civile, commerciale, successioni, volontaria giurisdizione, ordinamento notarile e imposte indirette.
  • Le scuole notarili aiutano molto, ma non sono obbligatorie.
  • Per riuscirci servono precisione, metodo e capacità di applicare le norme a casi reali.

Il percorso di accesso al notariato in Italia

Il punto di partenza è chiaro: per entrare nel notariato serve la laurea in giurisprudenza. Da lì si passa alla pratica presso uno studio notarile e, solo dopo, al concorso pubblico. Il Ministero della Giustizia indica un percorso articolato in tre tappe, e questa sequenza non è un dettaglio burocratico: spiega bene perché il notaio sia una figura tecnica, formata per lavorare su atti che incidono davvero sulla vita patrimoniale e familiare delle persone.

  • Laurea in giurisprudenza, che costruisce la base teorica indispensabile.
  • Pratica notarile di 18 mesi, con la possibilità di anticiparne fino a 6 nell’ultimo anno di università.
  • Concorso notarile, che seleziona i candidati attraverso prove scritte e orali molto specifiche.
  • Assegnazione della sede, dopo la vittoria del concorso, con l’obbligo di aprire lo studio entro i tempi previsti.

Ci sono anche eccezioni utili da conoscere: per alcune categorie, come avvocati in esercizio da almeno un anno e funzionari dell’ordine giudiziario con anzianità adeguata, la pratica richiesta è più breve. In più, il concorso si può tentare fino a cinque volte, quindi la continuità nello studio conta quasi quanto la preparazione iniziale. Ed è proprio qui che entra il tema più interessante: non basta sapere che il percorso è lungo, bisogna capire quali materie reggono davvero l’esame.

Le materie che pesano davvero durante lo studio

Io distinguerei subito tra “materie da sapere” e “materie da saper usare”. Nel notariato non vince chi colleziona definizioni, ma chi riesce a collegare norme, casi pratici e conseguenze fiscali o patrimoniali. La parte forte dello studio ruota attorno a poche aree, ma quelle aree vanno padroneggiate in profondità.

Materia Cosa devi saper fare Errore tipico
Diritto civile e successioni Leggere contratti, diritti reali, donazioni, testamenti e successioni come problemi pratici da risolvere Studiare solo la teoria senza fare collegamenti tra istituti
Diritto commerciale e societario Capire struttura delle società, modifiche statutarie, conferimenti, operazioni straordinarie Conoscere gli schemi senza saperli adattare al caso concreto
Volontaria giurisdizione Individuare quando il notaio interviene in procedimenti non contenziosi e con quali limiti Trattarla come una materia accessoria
Ordinamento notarile e archivi Conoscere ruolo, doveri, responsabilità, regole di funzione e conservazione degli atti Rimandarla all’ultimo, come se fosse pura normativa di contorno
Imposte indirette Valutare gli effetti fiscali dell’atto e le ricadute economiche per le parti Separare la fiscalità dal testo dell’atto, come se non facesse parte della soluzione

In pratica, io leggerei tutto questo come un unico blocco: il notaio non studia “pezzi” di diritto, ma impara a costruire atti validi, chiari e coerenti con le conseguenze giuridiche e fiscali. È una differenza sottile solo in apparenza, perché cambia completamente il modo di prepararsi. Da qui si capisce perché la parte scritta del concorso non perdona approcci superficiali.

Come si prepara la parte scritta senza perdersi nei manuali

La prova scritta è la parte in cui emerge davvero la preparazione tecnica. Le tre elaborazioni teorico-pratiche riguardano un atto di ultima volontà, un atto tra vivi di diritto civile e un atto tra vivi di diritto commerciale: non basta sapere “cosa dice la norma”, bisogna saperla trasformare in un testo giuridico ordinato, sostenibile e completo.

  1. Parti dagli schemi di atto, non dai riassunti generici.
  2. Allenati a ricostruire i fatti prima di scrivere: capacità delle parti, oggetto, cause di invalidità, effetti fiscali e formalità.
  3. Scrivi per intero atti frequenti, come testamenti, compravendite, donazioni, patti societari e divisioni.
  4. Rileggi ogni elaborato cercando non solo errori di diritto, ma anche incoerenze logiche e passaggi mancanti.
  5. Fai simulazioni a tempo: nel concorso la lucidità conta quanto la teoria.

Il vero salto di qualità arriva quando smetti di studiare “a memoria” e cominci a ragionare come se stessi già redigendo un atto che dovrà reggere a un controllo serio. Io vedo spesso aspiranti candidati molto forti nei manuali e deboli nella scrittura, proprio perché trascurano l’allenamento pratico. Una volta imparato a scrivere bene, il passo successivo è saper spiegare e difendere le soluzioni davanti alla commissione.

La prova orale premia chi ragiona come un notaio

L’orale non è una ripetizione del manuale, ma una verifica della tua capacità di tenere insieme norme, istituti e conseguenze. Le aree indicate nel programma sono tre: diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione; ordinamento del notariato e archivi notarili; imposte indirette. Tradotto in modo semplice, la commissione vuole capire se sai muoverti tra teoria, tecnica e responsabilità professionale.

Qui l’errore più comune è studiare per definizioni isolate. Funziona poco, perché nelle risposte orali serve una struttura mentale ordinata:

  • inquadrare il problema giuridico in pochi secondi;
  • richiamare gli istituti pertinenti senza disperderti;
  • spiegare la soluzione con linguaggio preciso, ma non meccanico;
  • mostrare consapevolezza delle ricadute pratiche e fiscali;
  • evitare risposte “enciclopediche” che non arrivano al punto.

Io consiglio di preparare l’orale con domande trasversali, non per capitoli chiusi. Ad esempio, una successione può toccare capacità, quote, donazioni, testamento, aspetti fiscali e profili di pubblicità o trascrizione. Questa è la vera logica del notariato: il diritto non vive in compartimenti stagni, ma in catene di effetti. E proprio per questo la pratica e le scuole notarili diventano un acceleratore importante.

Scuole notarili e pratica ti fanno risparmiare errori

Le scuole notarili non sono obbligatorie, ma nella preparazione sono spesso una differenza concreta. Il Consiglio Nazionale del Notariato ricorda che esistono scuole distribuite sul territorio e che l’obiettivo non è solo superare il concorso, ma sviluppare una sensibilità giuridica coerente con la funzione pubblica del notaio. È un punto che condivido: nello studio autonomo si possono costruire basi solide, ma l’ambiente giusto aiuta a correggere errori di metodo che da soli si vedono tardi.

Percorso A cosa serve Quando conviene Limite
Pratica notarile Vedere il lavoro reale, gli atti, i controlli e il ritmo dello studio Quando vuoi capire come si applica davvero la teoria La qualità dipende molto dal contesto dello studio
Scuola notarile Metodo, esercitazioni, correzioni e simulazioni Quando hai bisogno di struttura e confronto costante Richiede tempo, costanza e spesso un investimento economico
Studio autonomo Consolidare teoria e ripetere i contenuti secondo il proprio ritmo Come base quotidiana, anche se frequenti una scuola Rischia di diventare frammentato e poco aderente alle prove

Io, se dovessi sintetizzare, direi questo: la pratica ti insegna il mestiere, la scuola ti dà metodo, lo studio autonomo ti tiene in allenamento. L’equilibrio tra queste tre cose è molto più efficace di qualsiasi approccio monolitico. E oltre al percorso formativo, c’è un altro punto che vale la pena chiarire: le qualità personali che rendono questo mestiere sostenibile nel lungo periodo.

Se il notariato è la strada giusta per te, queste competenze contano quanto i libri

Non tutti arrivano al notariato per le stesse ragioni, ma chi regge davvero questo percorso condivide quasi sempre le stesse attitudini. Io non lo romantizzo: è una professione di responsabilità, precisione e disciplina, con un carico di studio che resta alto anche dopo l’ingresso in carriera. Il lavoro del notaio non è solo “firmare atti”, ma prevenire contenziosi, controllare la legalità e proteggere le parti da errori costosi.

  • Precisione lessicale, perché una parola sbagliata può cambiare il senso dell’atto.
  • Capacità di sintesi, utile sia nello scritto sia nell’orale.
  • Ragionamento per conseguenze, indispensabile per valutare effetti giuridici e fiscali.
  • Tenuta sotto pressione, perché il percorso è lungo e selettivo.
  • Etica professionale, dato che il notaio opera come presidio di legalità e imparzialità.

Se vuoi davvero entrare in questa carriera, il criterio giusto non è chiederti solo quali materie memorizzare, ma come costruire un metodo che ti faccia ragionare in modo tecnico, ordinato e affidabile. È questa la differenza tra uno studio che accumula nozioni e uno studio che prepara davvero al notariato.

Domande frequenti

Il percorso inizia con il conseguimento di una laurea magistrale in Giurisprudenza. Questa fornisce le basi teoriche indispensabili per affrontare le successive tappe, dalla pratica al concorso.
La pratica notarile dura 18 mesi. È possibile anticiparne fino a 6 mesi già durante l'ultimo anno del corso di laurea in Giurisprudenza, affiancando lo studio universitario all'esperienza pratica in uno studio notarile.
Le materie centrali includono diritto civile (contratti, diritti reali, successioni), commerciale (società), volontaria giurisdizione, ordinamento notarile e imposte indirette. Non basta la teoria: è cruciale saperle applicare a casi pratici.
No, le scuole notarili non sono obbligatorie. Tuttavia, offrono un metodo strutturato, esercitazioni pratiche e simulazioni che possono migliorare significativamente la preparazione e aumentare le probabilità di successo al concorso.
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Autor Raffaele Amato
Raffaele Amato
Mi chiamo Raffaele Amato e ho quattro anni di esperienza nel campo del lavoro, della carriera e delle competenze professionali. La mia passione per questo settore è nata dal desiderio di aiutare le persone a trovare la loro strada nel mondo del lavoro e a sviluppare le competenze necessarie per affrontare le sfide professionali. Mi dedico a spiegare concetti complessi in modo chiaro e accessibile, affinché chi legge possa comprendere meglio le dinamiche del mercato del lavoro e le opportunità che esso offre. Scrivo di temi come la ricerca di lavoro, la crescita professionale e l'importanza delle soft skills. Il mio approccio si basa su un'attenta verifica delle fonti e sull'analisi delle tendenze attuali, per fornire informazioni utili, accurate e sempre aggiornate. Credo fermamente che una buona organizzazione delle informazioni possa fare la differenza nel percorso professionale di ciascuno, e mi impegno a rendere ogni articolo un valido strumento per chi desidera migliorare la propria carriera.
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